Immersioni e spuntini sul Carso triestino

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Fin da piccola mia mamma mi portava a Grado (come, non sapete dov’è?? Allora non avete letto l’articolo su Grado e Aquileia…!!) ogniqualvolta c’era l’occasione: la passione per il mare l’ho sicuramente eredita da lei, così come ho ereditato da mio padre quella per la montagna.

L’acqua è un elemento che mi rilassa, che mi isola dal mondo esterno e che mi “stanca” positivamente.

Mi è sempre piaciuto nuotare ed immergermi per cercare di vedere cosa c’è sotto e non ho mai vissuto il mare per andare ad abbrustolirmi, bensì per emulare i pesci! E qual è l’unico modo per noi umani di fare ciò? Ovvio, fare i sub! Certo, c'è l'apnea...ma io ho scelto l'altra via: quella con le bombole e gli erogatori.

E così ho scoperto un nuovo mondo, forse anche più ricco e misterioso di quello terrestre!

Mi sono affidata all’esperienza del gruppo subacqueo Sferasub di San Michele al Tagliamento e come prima cosa ho partecipato a delle prove in piscina per testare l’attrezzatura. All’inizio avevo qualche perplessità e…beh si, qualche timore! Credo sia però il giusto rispetto da avere per un'attività che sicuramente non va presa sottogamba.

La prima immersione l'ho fatta...nella teoria! Ho infatti iniziato il corso Open Water Diver, strutturato in diverse lezioni teoriche e prove pratiche in piscina ed infine in mare. Con moltissima, moltissima soddisfazione sono finalmente diventata una “subba”! Con questa abilitazione posso immergermi “solo” ad una profondità massima di 18 mt ma che direi essere più che sufficienti al momento, visto che prima mi devo impratichire per bene! E comunque già entro queste profondità si concentra una varietà di abitanti del mare tale da poter godere appieno delle meraviglie sottomarine! Sicuramente quando avrò più dimestichezza ed esperienza vorrò conseguire il brevetto “avanzato”, che mi consentirà di poter fare le immersioni notturne.

Potete immaginarvi l’emozione di giocare a nascondino sott’acqua (sapendo che non ci sono né famelici mostri marini né calamari giganti nel nostro Mediterraneo!) e scovare finalmente un polpo nella tana o un variopinto nudibranco!

Quando torno a casa in Friuli, il mio dilemma in una giornata di sole è se andare in montagna a fare una bella camminata o se andare al mare a fare una bella immersione. D’altronde ve l’ho pur detto che la mia regione riserva tanti tipi di paesaggi diversi, a breve distanza l’uno dall’altro!

Il posto più vicino a casa per potermi immergere e osservare da vicino gli abitanti del nostro mare è Sistiana, in provincia di Trieste, dove c'è un piccolo ma ben attrezzato diving center; i fondali qui non sono di certo quelli del Mar Rosso, ma si possono comunque fare delle rilassanti e divertenti immersioni a contatto con la flora e la fauna acquatiche.

La visibilità è generalmente buona e anche la temperatura dell'acqua è gradevole, visto che si trova in un'insenatura abbastanza riparata dalle correnti ed il fondale è piuttosto basso. Immaginatevi per un momento di essere circondati unicamente dal blu del mare, dalle bolle che escono dagli erogatori e di ascoltare solo il vostro respiro…immaginate ora me con la torcia in mano e la macchina fotografica, intenta ad esplorare ogni angolo di roccia per immortalare un astice o filmare uno spirografo che si ritira velocissimo nel suo tubicino! Mi sento come una bimba curiosa ed entusiasta quando sono sott’acqua, perché è sempre un’emozione nuova e diversa dalle precedenti.

E dopo tanta fatica a preparare, mettere e togliere la pesante attrezzatura, cosa c’è di meglio di un lauto e meritato pranzetto?? Anche perché è meglio non immergersi a pancia piena...per cui vi garantisco che la fame c’è tutta quando ritorno a terra! La zona vicino a Sistiana è quella del Carso triestino che è un altopiano roccioso calcareo; in questo particolare ambiente ci sono le osmize dove andare a degustare e a comprare i prodotti locali direttamente dai contadini quali salumi, formaggi, uova e… vino Terrano! Il termine osmiza deriva da osem (“otto” in sloveno) che stava ad indicare il numero dei giorni al mese nei quali i contadini potevano vendere i frutti del loro duro lavoro. Questa tradizione rimane viva tuttora: infatti se trovate una frasca appesa lungo la strada, vuol dire che siete in prossimità di un’osmiza aperta, cioè di una fattoria o piccola azienda agricola con animali da cortile. L’ambiente è spartano e semplice, con panche e tavolini anche da condividere con persone che non conoscete, ma se siete in cerca di buon cibo a prezzi ragionevoli questo luogo della “campagna carsica” fa proprio al caso vostro!

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