Caorle

Caorleopen

 

Veneta, piccola, colorata! Ho scoperto da poco Caorle, malgrado sia vicina a casa non c’ero mai stata prima di due anni fa.

Mi ricorda molto Grado (vi rinfresco la memoria su dov’è Grado: AQUILEIA E GRADO) ed è ovvio, poiché l’impronta è la stessa: anche lei ha origini romane, ha un forte legame con la Serenissima ed è costruita in riva al mare, con un labirinto di calli dove è doveroso perdersi per scoprire locande tipiche e mangiare del buon pesce (meglio fuori stagione, visto il fermo pesca e la caccia al turista…!).

D’estate si anima ancor di più con i localini all’aperto e la musica dal vivo, l’ideale per bersi un buon calice di vino DOC della zona limitrofa di Lison-Pramaggiore e fare quattro salti!

In un’afosa serata estiva, magari con la luna piena, o in una mattina invernale con un tiepido sole mi rilasso passeggiando sul lungomare abbellito da scogli scolpiti da artisti provenienti da tutto il mondo.

Sulla punta del molo a dividere le due parti della spiaggia si erge il santuario della Madonna dell’Angelo, luogo di culto per i caorlotti. La devozione per la Vergine ha origini antiche che sono tuttora ben salde nella popolazione: gli abitanti le riconoscono infatti molti miracoli e avvenimenti prodigiosi tra i quali quello dell’alluvione del 31 dicembre 1727 durante la quale la cittadinanza trovò riparo sicuro dall’impeto del mare.

Un buon punto panoramico è invece il campanile del Duomo: non spaventatevi della sua pendenza “pisana” e salite in cima! Ammirerete la lunga costa con quel che resta delle belle pinete che un tempo proteggevano l’entroterra.

Caorle è profumo di mare e m’infonde tranquillità, è un luogo dove mi piace ammirare i pescatori mentre districano le reti parlando il loro dialetto che a me risulta essere una piacevole cantilena. È una destinazione vicina per una gita domenicale. È la mia piccola Venezia fuori porta.

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